Alimentatore - Speaker Ultraslim

Trasformazione di un HUB di rete in Alimentatore altoparlante

Lo shack di un Radioamatore, cosa nota, è sempre pieno di oggetti utili alla stazione ma, spesso, lo spazio a disposizione è sempre meno di quanto si desidererebbe: diventa, quindi indispensabile sfruttarlo bene.

Ciò premesso, recentemente ho costruito due piccoli deviatori d'antenna a due posizioni ed ho dotato la stazione di un Keyer MFJ-495. Questi oggetti sono alimentati a 12 volt con piccole quantità di corrente che, sino ad ora, ho prelevato da grosso alimentatore da 30 ampere: un vero e proprio spreco tenerlo acceso per così poco...

Pertanto, ho deciso di dotare la stazione di un piccolo alimentatore "di servizio" da usare per questi ed altri dispositivi che non necessitano di grandi quantità di corrente. C'era solo un piccolo problema: qualsiasi alimentatore tradizionale da 2/3 ampere era sempre molto più grande dello spazio a disposizione sotto il Tristar 520DX cui avevo da poco realizzato una nuova staffa di sostegno... Come fare?

La prima idea è stata quella di usare un alimentatore switching di qualità che non fornisse interferenze alle mie radio, magari montato in un buon chassis di metallo: ma niente di questo era disponibile in casa ed anche a comprarlo mi sarei scontrato con il poco spazio a disposizione. Davvero un bel problema!

Rovistando tra i vari recuperi di informatica dismessa, mi son trovato tra le mani un vecchio hub a 10 Mbit privo del proprio alimentatore e, quindi, non solo inutilizzabile ma anche impossibile da stabilire se funzionante o meno.

Particolare dello chassis appena smontato

Si trattava di un solido Hub della HP, realizzato con una pesante (e schermatissima) scatola metallica alta appena 38 mm e delle giuste dimensioni per essere riposta sulla mensola esattamente nel punto dove avevo previsto. La scatola era di dimensioni sufficienti da farci entrare il piccolo alimentatore a 12 Volt / 3 Ampere di un vecchio firewall ormai passato a miglior vita, a sua volta contenuto in una scatolina di plastica molto meno schermata: unire i due oggetti per realizzare ciò che mi serviva è stata la conclusione di un secondo.

Interno dello chassis in metallo, molto ampio

Restava, però, all'interno della scatola, tanto spazio vuoto: perché non usarlo per costruire un piccolo altoparlante e con una cassa di risonanza in legno (ho già fatto qualcosa di simile) per migliorare la resa acustica? Altoparlanti e casse acustiche di qualità sono sempre necessarie accanto alle nostre radio...

Lo chassis dopo le prime modifiche

L'idea mi è piaciuta subito ma c'era un grosso problema: non avevo nessun piccolo altoparlante in grado di entrare nel basso profilo del nuovo dispositivo...

Problema da poco, in verità: una ricerca su Ebay mi ha portato a scovare dei piccoli altoparlanti ovali di produzione cinese delle dimensioni di 30mm x 70mm da 8 ohm e ben 5 (!) watts, perfetti per essere contenuti nello spazio a disposizione. Li ho ordinati ed attesi pazientemente per quasi un mese.

Il contenitore quasi finito

Ora avevo praticamente tutto, ad eccezione della presa RCA: pensando di averne nei vari contenitori dei componenti, ho cominciato la costruzione del nuovo alimentatore/altoparlante "di servizio", costruendo una cassa di risonanza in legno, modificando l'alimentatore per adattarlo ad una nuova presa di tipo "C14", dotandolo di un interruttore per poterlo spegnere ed ho lavorato sullo chassis per adattarlo ai nuovi dispositivi che doveva contenere.

La piccola cassa di risonanza in legno

La cassa di risonanza è stata la ciliegina sulla torta: ho studiato la disposizione interna delle paratie di sottile compensato facendo in modo che il suono potesse essere riflesso dalle pareti interne e convogliato verso un'uscita accanto al cono del piccolo altoparlante: ho ottenuto un ottimo risultato che amplifica il suono prodotto dal piccolo speaker migliorandone la resa acustica alle frequenze tipiche delle nostre radio (prevalentemente, le medie frequenze). Davvero un lavoro ben fatto!

Interno della cassa di risonanza

Ho anche levigato, impregnato con fondo nitro e verniciato di nero spray il piccolo diffusore di legno.

Un frontale... stile moderno

Il contenitore completo: manca da forare il frontale

Ho realizzato anche un nuovo frontalino con un ritaglio di robusto alluminio spesso 3 mm e proveniente dalla dismissione di un vecchio apparato di rete TD: ho ritagliato con precisione i fori per ospitare un minuscolo interruttore con spia interna ed un voltmetro digitale a tre cifre, utile per verificare la tensione in uscita dal piccolo alimentatore.

La preparazione del frontalino

Con una punta a scaletta, ho infine realizzato due grossi fori adiacenti da 16mm e ritagliato la parte in alluminio che li separava, in maniera da ottenere un lungo ovale che, dopo averlo rifinito a mano con una lima, ho "chiuso" con un pezzo di lamierino forato recuperato e raddrizzato dal frontalino di una vecchia cassa rotta per PC. Ho usato il solito "acciaio liquido" per incollare i due pezzi di metallo.

Tra l'altro, il colore della vernice dei due pezzi era molto simile, dando al frontale un aspetto davvero "professionale" e moderno.

Filtri e connettori

Memore di altre esperienze con gli alimentatori switching provenienti dal campo informatico, ho preferito isolare la "presa di terra" collegata all'alimentatore ed all'impianto elettrico dal negativo dell'uscita dell'alimentatore, "segando" una pista sul circuito ed inserendovi un piccolo condensatore da 100 nF; la stessa cosa ho fatto tra i due terminali di uscita, dove, su un piccolo circuito stampato di vetronite ho inserito i contatti e, tra essi e lo chassis (collegato a terra), altri due condensatori da 100 nF.

Oltre ai soliti morsetti rosso e nero, ho usato anche un connettore con morsetti a molla per collegamenti veloci "estemporanei": per essi ho forato la placca di copertura originale dell'hub, posta sul retro del dispositivo e fissata con due lunghe viti.

Ho invece sostituito la placca più piccola, sagomandola per ospitare il connettore di rete "C14" da pannello. Il metallo è stato verniciato con del primer spray per proteggerne lo strato zincato.

Come aprire i gusci di plastica degli alimentatori?

Una delle difficoltà nel recupero di dispositivi elettronici, come, ad esempio, gli alimentatori, consiste nell'aprire i gusci di plastica che li contengono, spesso saldamente incollati, senza distruggerli o rovinarli.

La soluzione è abbastanza semplice: basta usare un cacciavite a lama piatta di medie dimensioni, inserire la punta a metà di uno dei due lati lunghi, esattamente nel solco dell'incollatura e dare un colpo secco al cacciavite. Si sentirà un piccolo "crack" (è la colla che ha ceduto): a questo punto, continuare con questa operazione per tutto il perimetro dell'oggetto da aprire, sino a riuscire a far leva in modo da scollare le ultime parti aderenti, di solito gli angoli.

È un metodo spiccio ma di sicuro funzionamento

Mancava solo la presa RCA

La famosa presa RCA da pannello

Ho cercato la piccola presa RCA da pannello in lungo e largo: niente, nel mio piccolo laboratorio non c'era alcuna traccia di un suo esemplare. La presa, a questo punto, era l'unico oggetto che mi mancava ed anche quello che mi impediva di completare il lavoro. Ed era pure domenica, con i negozi di elettronica chiusi

Come risolvere il nuovo problema?

Per fortuna ci sono gli amici, appassionati di radio come me. Due di loro sono Franco e Carmelo; Carmelo, IU7DRV, gestisce il fornitissimo negozio Skylife2017 su Ebay, abita a due passi da casa mia. È bastata una telefonata e, in pochi minuti, una fiammante ed isolata presa RCA era a mia disposizione per completare il lavoro...

Tutto pronto: non resta che il montaggio

Personalmente, non mi resta che ringraziare l'amico Carmelo che con il suo negozio Ebay ha risolto, di domenica e con consegna "brevi manu", il mio problema: ora il nuovo speaker-alimentatore autocostruito, e tutto di recupero, può davvero dirsi completo.

In conclusione

Alla fine, è sempre una grande soddisfazione poter costruire qualcosa che possa essere utile nella stazione di un Radioamatore, ed anche se si tratta solo di recuperare, adattare ed assemblare oggetti provenienti da fonti diverse resta il fatto, estremamente positivo, che è stata soddisfatta una specifica esigenza con un pochino di inventiva, qualche ora di lavoro nel tempo libero e tanto risparmio e divertimento.