I Lineari SLB-300 e BLA-300

Lineari... Anzi, P.A., acronimo di Power Amplifier. Un oggetto del desiderio di molti radioamatori: più grosso ce l'hai, più è importante la tua stazione... Una storia che parte da lontano: dalla CB! Ma è davvero così? È davvero importante avere un grande lineare per fare un grande collegamento? In questa pagina, cerco di fare chiarezza su questo argomento...

I Lineari SLB-300 e BLA-300

Lineare da base SLB-300 Sommerkamp

Si tratta di due interessanti lineari da base, prodotti simili ma con nome diverso della italianissima RM Italy; sono lineari per radio QRP, cioè provviste di poca potenza sullo stadio finali: infatti, essi permettono di utilizzare al massimo 12 watt e, se si usa una potenza maggiore, vanno in protezione. Cioè si bloccano. La domanda che sorge spontanea è: perché dovrei acquistare un lineare da QRP dato che ho una radio da 100 W?

La risposta è altrettanto logica: perché con sole 12 watt una radio lavora senza sforzo, riscalda di meno, consuma di meno... Ed i suoi componenti durano di più. Inoltre, se la propagazione c'è ed il corrispondente arriva con un segnale di 9 e passa, 12 watt sono più che sufficienti per fare il QSO. Garantito al limone! come si diceva una volta...

Inoltre, il lineare è provvisto di tutti i circuiti che ne bloccano l'emissione in caso di problemi: blocco per selezione banda sbagliata, blocco per stazionarie altre, blocco per troppa potnza in ingresso... Controlli che evitano di fare frittate. Utilissimi! Inoltre, su queste versioni c'è un interessante amplificatore di antenna sintonizzabile sulla fettina di frequenza in cui si sta trasmettendo: questo significa un maggiore reiezione dei disturbi provenienti dalla frequenze adiacenti...

Inoltre, è di dimensioni compatte, transistorizzato (non c'è bisogno di accordi) e "da base", quindi un unico scatolozzo con alimentatore entrocontenuto ed alimentazione dalla rete di casa.

Finita la disquisizione in merito a questo oggetto per la stazione di radioamatori, vediamo se 300 watt sono o meno sufficienti per i nostri QSO, vicini o lontani che siano.

Comninciamo subito col dire che, se la propagazione ci accompagna, cioè se gli strati alti dell'atmosfera terrestre sono sufficientemente ionizzati tanto da riflettere il segnale radio in onde corte, non abbiamo bisogno di grosse potenze per collegare una stazione molto distante da noi. Quando, invece, la stazione è molto ficina, tanto da non poter sfruttare la riflessione ionosferica, il discorso è molto diverso: in questo caso, maggiore è la potenza, più forte è l'intensità del segnale ricevuto dal corrispondente... Dinamica questa, in sostanza, uguale anche per i collegamenti con riflessione ionosferica.

La domanda, a questo punto, diventa: come aumenta il segnala ricevuto in relazione alla potenza?

La relazione è presto detta: ad ogni raddoppio della potenza, corrisponde un incremente di una tacca sul segnale del corrispondente... a patto che lo strumento della radio del corrispondente sia tarato a dovere...

Da questo si deduce che la potenza di 100 watt della radio usate nei nostri shack è quella ottimale: un raddoppio di essa, darebbe solo un punto in più nello strumento di intensità della stazione DX e 400 watt (il doppio del doppio), solo due punti...

Quindi, la potenza, a questo punto, è del tutto irrilevante!

A conferma di questo fatto, mi son permesso di rivolgere la stessa domanda ad un caro amico e collega di radio: Saverio IK7IWF (per gli amici, "Il Wiskey Forte") che, da costruttore, riparatore e appassionato, ha avuto modo di testare e provare diverse soluzioni. Riporto, di seguito, la sua testimonianza.

La parola a Saverio

Lineare da base per banda CB Jumbo Aristocrat a valvole

Tanti anni fa, sono stato preso anch'io dalla smania di avere potenze estreme per fare collegamenti altrettanto estremi.

Premetto che nel 1978-79, grazie alla propagazione, avevo già collegato buona parte del pianeta, ma ancora non mi bastava.

Così, insieme ad un mio amico, ho intrapreso l'avventura di costruire un lineare da 3KW da mandare su una antenna cubica a quattro elementi.

Dopo un anno di sperimentazioni e due esemplari costruiti, il bottino di DX è stato assai povero, perché arrivavano le QSL da stazioni sperdute, ma che mi avevano solo ascoltato: io infatti non ascoltavo loro. Questo perché per poter fare un QSO DX anche le stazioni dall'altra parte avrebbero dovuto avere la stessa potenza.

In conclusione sia io che il mio amico abbiamo solo ottenuto di ascoltare il nostro eco dovuto alla trasmissione che faceva il giro del globo...

Dopo tanta energia elettrica consumata senza grandi risultati siamo giunti alla conclusione che una potenza ragionevole per fare ottimi DX transoceanici è fra 100W e 300W.

In conclusione...

Concludendo, posso citare il famoso adagio: I buoni DX si fanno con i decibel e non con i watt... che, tradotto, significa che è meglio avere una buona antenna che un grosso amplificatore. Ovviamente se li hai tutti e due, è meglio.

Tuttavia, un lineare di 300 watt compensa le inevitabili perdite di una antenna verticale (magari anche trappolata, multibanda e con inadeguato sistema di radiali), permettendoci di "passare" anche quando c'è un pochino di "pile-up".

Si tratta di un valido compromesso. Del resto, tutto il nostro mondo si basa su compromessi. O no?