Niente cookies per IK7XJA

Tre Cookie tutti salentini...

I cookies... Pare che siano il male peggiore della rete internet. Contro di loro si sono schierati i garanti della privacy di tutto il mondo... I Cookies sono brutti, cattivi e... spiano i poveri navigatori della rete...

Ma questo sito non li usa

Cosa sono i cookies

In inglese cookie significa "biscottino". Si tratta di frammenti di informazioni memorizzati dai siti sul browser del proprio computer per tenere traccia, sul PC del navigatore, di alcune informazioni che riguardano le visite precedenti e le eventuali preferenze impostate (ad esempio, colori, font, etc).

A questi si aggiungono i "cookies di terze parti": sono quelli legati ad una particolare ricerca o alla visita di un sito... Immaginiamo di salvare, sulla nostra pagina web che parla di radio, un richiamo ad un cookie di un noto motore di ricerca. Quando qualcuno visita la pagina, il motore di ricerca ne viene informato e, se da quel momento in poi, navigherà in rete, vedrà solo pubblicità di radio... e, se un altro usa quello stesso computer, immaginerà, dalla pubblicità visualizzata, che il proprietario è un appassionato di radio... Immaginate, ora, se dovesse essere un appassionato di... altre cose

Ma qualcuno ha detto che era una palese violazione della privacy: e per poter usare i cookie bisogna rispondere SÌ e consentirne l'uso da parte del sito che si sta navigando... Una seccatura in più per non proteggere un bel nulla.

La mia Cookie Policy

Ma potete star tranquilli: questo sito non fa alcun uso di cookie o altre diavolerie. E questo per un motivo fondamentale: non mi interessa sapere chi siete, da dove venite e dove avete intezione di andare dopo.

Quindi, buona e tranquilla lettura sulle pagine del sito della stazione radio IK7XJA!

I cookie salentini...

Per questa pagina, ho usato dei "Cookies" tutti Salentini: si tratta delle "Freseddhe" o "Friseddhe": sono dei panetti (nel caso della foto, di farina d'orzo), cotti al forno una prima volta, successivamente spaccati usando un filo e messi di nuovo in forno a biscottare.

È un pane tipico della mia Terra, il Salento, un pane che i contadini, quando non potevano averlo fresco ogni giorno, portavano in campagna e consumavano dopo averlo bagnato in acqua e condito con olio, sale ed abbondante pomodoro.

Il suo nome è tipicamente latino: deriva da "fresare" che significava, appunto, rompere e, per rompere una "Freseddha" ci vuole anche una certa forza...