Il mio Paddle...

Tasto telegrafico bipala (Paddle)

Paddle è una parola inglese che indica la "pagaia" o la "paletta" tipica di questo tipo di tasti. Si tratta, per coloro che non sono avvezzi ai termini radiotelegrafici, di un particolare tipo di tasto a due contatti in grado di riprodurre, se collegato ad un generatore elettronico (il keyer...) i suoni delle linee (pigiando la pagaia sinistra) e dei punti (pigiando l'altra...). La combinazione, anzi, il movimento alternato del pollice ed indice sulle due palette permette di riprodurre molto più facilmente i suoni telegrafici... Ci sono due piccoli inconvenienti: per funzionare, ha bisogno di un keyer elettronico (di solito presente a bordo delle radio moderne) e di un movimento della mano, rispetto al tasto verticale (lo Straight Key), molto, ma molto, diverso...

In tanti consigliano di cominciare prima con il tasto verticale (lo straight key, appunto), per avere piena proprietà del codice morse e, solo in un secondo tempo, passare al "keyer". Tuttavia, il passaggio non è così semplice come possa sembrare.

Ho imparato a trasmettere con il tasto verticale e lo uso da tantissimi anni: la trasmissione col paddle è completamente diversa e necessita di tanto esercizio, almeno all'inizio. Non solo: fare un QSO è molto più difficile dal fare un semplice esercizio... mi è capitato, infatti, di fare correttamente e senza errori gli esercizi ma di bloccarmi di fronte ad un banale QSO.

Pertanto, anche con il paddle, è necessario esercitarsi, cominciando prima con basse velocità (15-20 WPM, che sarebbe il numero delle volte che, in un minuto, viene trasmessa la parola "PARIS") e poi, lentamente salire. Un buon livello, ritengo, siano già le 25 WPM. A 30 WPM i movimenti devono essere precisi, senza "sbavature" che compromettano la corretta trasmissione.

Nel momento in cui scrivo, raggiungo le 22/23 WPM in trasmissione ma ricevo a 35/40: in questa situazione il paddle è il corretto traguardo, cercando di stringere la forbice tra ricezione e trasmissione... e non è facile!

La manipolazione col Paddle...

Niente a che vedere con il tasto verticale, come anticipato. Mentre il tasto verticale è un semplice "interruttore" che si aziona per tempi brevi e lunghi per formare i punti e le linee del sistema di trasmissione telegrafico, qui gli interruttori sono due: uno a destra (per i punti) e uno a sinistra (per le linee).

Nessun movimento di polso ma solo due dita (il pollice e l'indice) per pilotare l'ordigno, mentre il braccio deve restare comodamente adagiato sul tavolo, esattamente come succede (almeno a me...) quando si usa il mouse del computer. La mano sfiora le palette, senza muoversi più di tanto... Al contrario, io faccio ancora degli ampi movimenti che limitano la mia velocità. I contatti solidali alle palette devono essere molto vicini tra loro, tanto da udire un minimo ticchettio. Alcuni operatori usano lo spessore di un foglio di carta come distanza tra i contatti...

Il tasto "a due palette" permette anche il modo di trasmissione iambic che prevede la chiusura contemporanea dei due interruttori... Gli americani lo chiamano "Squeeze", spremere: "spremendo" le palette, a seconda di quale contatto si chiude prima, si possono ottenere sequenze infinite di punti e linee o di linee e punti...

E questo complica ulteriormente le cose, prima di riuscire a prendere confidenza ed usare, a proprio vantaggio, questa innegabile comodità...

Il mio tasto bipala

IK7XJA's paddle

Uso un tasto comprato usato su internet alcuni anni fa e tenuto su una mensola a prendere polvere per parecchio tempo prima di decidermi di cominciare ad usarlo.

Si tratta della riproduzione, in pesante ottone, di un analogo tasto prodotto dalla Kent. Kent è una blasonata azienda inglese fondata nel 1965. In realtà, è fatto così bene che mi sembra quasi una forzatura dire che è una "riproduzione"... ma avendolo acquistato usato su Ebay non ne conosco bene la storia. Posso solo dire a chi somiglia, che è robusto ed assolve egregiamente il suo dovere.

Ho sostituito le sue palette originali in plastica con due palette di legno d'ulivo che, nel Salento, è di casa. Trovandolo un pochino basso rispetto alle mie esigenze, ho realizzato una base d'appoggio in compensato che ho appesantito con due grossi pezzi di ferro: ora con il suo rialzo ed un peso di oltre tre chili è molto comodo e difficile da spostare durante la manipolazione.

Non mi resta che fare pratica e continuare usarlo durante i miei QSO: anzi, se mi sentite durante questo periodo, sopportate i miei errorucci di trasmissione...