Tastiera remota per MFJ-495

Lavoro finito: la remote keyboard del MFJ-495

MFJ-495: diamogli una tastiera... remota

Come i miei 2 barra 3 frequentatori assidui di questo sito internet radioamatoriale sapranno, recentemente, ho acquistato un keyer elettronico della MFJ: il 495.

Si tratta di un accessorio che giunge con un ricco corredo di connessioni, disponibili sul pannello posteriore; tra esse, una alquanto laconica connessione "remote".

Questa è una predisposizione per un altro accessorio commercializzato da MFJ: una tastiera che remotizza i 5 tasti del frontalino (menu, F1-F4) ed i contatti DIT e DASH del paddle. Il costo non è esorbitante ma, al netto del fatto che di questo accessorio non c'è traccia nei cataloghi dei rivenditori nazionali, l'oggetto prevede una ulteriore, e poco gradita, occupazione della scrivania...

Pertanto, visto che mi sarebbe piaciuto integrarlo nel mobile delle radio e riporre il 495 su una mensola, ho pensato di autocostruirmelo...

Come fare il collegamento?

Ma come bisogna fare il collegamento ai tasti? Si tratta di un corto verso +5 volts o di una contatto verso massa? Il dubbio è stato chiarito osservando lo schema del circuito del nuovo accessorio, fortunatamente disponibile sul manuale scaricabile dal sito internet del costruttore: Lo schema con le connessioni necessarie

Ma che diavolo di connettore è?

Risolto il problema di come fare la connessione tra i miei tastini ed l'MFJ-495, restava il problema di quel connettore proprietario... forse non proprio "proprietario", dato che il suo volto lo avevo già visto da qualche parte.

Con la fisionomia del connettore maschio ben presente, bisognava ora trovargli una femminuccia... Ho cominciato a rovistare nei cassetti del piccolo laboratorio di stazione, tra la roba proveniente dagli smontaggi, ma niente... Senza scoraggiarmi, son passato alla scatola dei rottami, dove si trova sempre la soluzione ai piccoli problemi della vita di un radioamatore... anche qui la ricerca non ha avuto esito positivo...

Eppure doveva esserci una femminuccia adatta per quel maschiaccio d'un connettore remote: ero sicuro d'aver visto qualcosa in giro!

D'un tratto, la fulminazione: il connettore maschio a 8 contatti si sposava benissimo con una femminuccia a 4 forellini dei piccoli connettori che, un tempo, collegavano i floppy da tre pollici e mezzo! Ed ecco dove ero sicuro d'aver visto qualcosa di adatto (o adattabile): tra i cavetti dell'hardware informatico.

Lo spinotto originale, a destra, ed i due adattati

Ovviamente, erano necessari due connettori femmina per soddisfare il maschio da otto. Ed era anche necessario un rapido lavoro di adattamento per farli lavorare in coppia: con qualche colpo di cutter e di carta vetrata ho realizzato un sistema di due connettori antistupido (nel senso che possono essere connessi solo in un modo, impedendo che vengano, inavvertitamente, scambiati).

Risolto questo problema, la realizzazione poteva iniziare!

Una lunga tastiera remota

Particolare dei tastini usati

Tra i vari recuperi, avevo conservato quattro bei tastini, marchiati da A a D, provenienti da un vecchio centralino telefonico: quattro tastini normalmente aperti dal bel tocco che azionava il contatto... grazie alle loro caratteristiche, li ho arruolati subito per remotizzare i tasti da F1 a F4; per il tasto menu, visto che non deve essere premuto inavvertitamente, ho optato per un comune tastino tondo normalmente aperto e di colore rosso. Per i contatti del tasto (la remotizzazione di Punto, Linea e negativo) ho preferito aggiungere sul retro un connettore a 4 poli maschio da pannello: per intenderci quelli usati per i microfoni delle radio 27 Mhz.

I tastini quasi finiti di montare

Ho predisposto il solito quadrello da 25 mm, rimuovendo quasi tutto uno dei suoi lati, in modo da avere a disposizione uno scatolato da chiudere con uno dei pannellini di recupero dal solito vecchio sistema dismesso di videosorveglianza, già riciclato nel mio key-patch panel: il pannello abbraccia perfettamente il quadrello e due eleganti tappi di gomma ne chiudono le estremità:

La scatolina del remote

Fori quadrati: che fatica

I pannelli usati per il remote

Il lavoro più pesante è stato fare i fori quadrati per ospitare i quattro tasti: è stato necessario lavorare molto di lima ma, alla fine, il lavoro è stato ben preciso. Ho usato anche dei pezzi di ABS per creare lo spazio necessario per non far fuoriuscire molto i tasti A-D.

Le immagini spiegano meglio la realizzazione.

Cavo di connessione

Le connessioni interne della tastierina remota

Ora non restava che collegare un cavo agli otto contatti: ho usato un connettore a vaschetta DB-9 (quello delle porte seriali, per intenderci) ed un cavo schermato da 15 poli usato come prolunga VGA (dei 15 poli ho usato solo quelli che mi servivano, tagliando gli altri in più). Il cavo di collegamento è stata la ciliegina sulla torta della tastierina remota autocostruita.

Ho posizionato il quadrello - tastierino vicino alle radio, ancorandolo alla faccia inferiore di un ripiano: si integra perfettamente nel mobile e la dimensione dei tasti permette di selezionare con estrema facilità il messaggio da trasmettere, precedentemente memorizzato nel keyer elettronico.

Realizzazione a costo zero

Come certamente avrete potuto capire, tutta la realizzazione è stata a costo zero: il materiale, infatti, è recuperato da parti precedentemente dismesse o smontate; solo le viti in acciaio, belle a vedersi, sono nuove, in origine destinate alla costruzione di antenne ed ora dirottate dal tetto alla stazione.